The Best of Luftbrucke

Ho imparato che nel web (purtroppo) la gente va di fretta.
Inoltre sono consapevole che tra tutto ciò che Luftbrucke ha creato ci sono diversi episodi non certo di eccelsa qualità, soprattutto agli esordi (quantomeno dal punto di vista della produzione, vuoi per inesperienza tecnica, vuoi per limiti endogeni).
Quindi qui trovate una accurata selezione di canzoni, una specie di “The Best of Luftbrucke – extended” (in senso cronologico inverso cioè dai brani più recenti indietro fino al 2003).
Selezione pensata sia per chi va di fretta, sia per chi ha il piacere di volersi fare un’idea più completa (o abbandonarsi ai ricordi).

Doverosamente l’album “Ego te absolvo” è presentato in maniera quasi integrale.

Ogni brano è descritto sinteticamente e, in qualche caso particolare, a corredo ho inserito il link al testo / traduzione.

A riascoltare mi è venuta la lacrimuccia, lo confesso…
Enjoy.


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Sliding Away

Una canzone che vuole chiudere un cerchio o fare un po’ d’ordine.. lasciando andare.
Un techno-pop-rock che scivola robusto e acido al punto giusto.
Hai guardato il video?
Testo e traduzione

Sunday Morning Fever

Una canzone criptica che descrive il disorientamento febbrile della domenica mattina.
Un altro pezzone techno-rock quasi solare (relativamente allo stile Luftbrucke…) che si fa amare.

Sole negli occhi

featuring: Paolo Pinton (chitarre)
Uno dei migliori pezzi Luftbrucke.
Le parole parlano da sole.

Insostenibile leggerezza

Anche tu vivi sospeso nelle tue false certezze e evanescenti illusioni?
Una canzone meno “meticcia” del solito, un po’ U2. Ecco.

Es-senza di te

Un ritorno al dark-techno-pop per dire che va meglio così, dopo tutto.

Weather forecast

L’ultimo brano Luftbrucke in senso assoluto.
Fa tesoro degli ascolti dell’hard rock più raffinato… un po’ “a perfect circle”, un po’ “porcupine tree”, detto con tutto il rispetto ovviamente…


EGO TE ABSOLVO


Yours instead of mine

featuring: Alice Testa (voce), Riccardo Roghi (piano)
Brano apertura dell’album dal gusto jazzy retrò.
Alice Testa ha prestato la sua voce e Riccardo Roghi le sue mani per la parte di pianoforte.
La canzone parla di quando la vittima consola il carnefice.

Polishing Chains

featuring: Paolo Pinton (chitarre)
Un pezzo Rock venato di maschio funk.
Il testo descrive una specie di “sindrome di stoccolma”.

Bee with dangerous sting

Le influenze techno-pop espresse al 100%.
Un brano acido che racconta di tentazioni pericolose.
Testo e traduzione

Disorientativamente

featuring: Paolo Pinton (chitarre)
Una fotografia del disorientamento esistenziale, della lotta contro i luoghi comuni verbali e mentali che diventa permanente e, a suo modo, uno stile di vita.
Un rock italiano in stile Negramaro acido.

Broken down

Una sferzata rock, quasi punkeggiante.
Un vomitare rabbia col sorriso.

Niente, di nuovo

Quando i paragoni diventano insostenibili e generano cinica e caustica delusione.
Distorsioni e crude accelerazioni rock.

Porta aperta, gas acceso

Un messaggio di avviso affisso sulla porta del mio cuore (o della mia anima)

Just 4 a little while

Quanto bello sarebbe essere “insensibili” solo per un po’ di tempo?
Non accorgersi delle assurdità, essere un po’ conformisti, sempliciotti.
Non sentire nulla.

Mr. Freud, you’re killing me

Brano electro-minimale, in penombra, che racconta il difficile rapporto con l’introspezione.
testo e traduzione


Luftbrucke – Recensione “Speak my language” 29-06-05


fromNovembertoOctober


Original Sin

featuring: Daniela Cappellato (voce)
Ognuno di noi può individuare un “peccato originale” a monte del proprio vissuto.
Un delitto di cui siamo quasi sempre innocenti ma che condiziona tutto.
Questa canzone racconta la storia del mio.
Chitarre acustiche, piano e poco più.

Moist Virginia

Rock tagliente per una canzone (apparentemente) lussuriosa.

Youd’know

Ci sono aspetti di noi che la persona che abbiamo a fianco dovrebbe conoscere.
E regolarsi di conseguenza.

Things

Quando una storia finisce (o resta sospesa) rimangono detriti, brandelli, polvere di tante “cose”.

Perfect Day (overloaded)

Lou Reed non c’entra nulla.
Questa canzone, un rock “quasi ballabile”, parla di sovraccarico emotivo.
Il titolo è ironico.

Se non respiro

Sax, Jacques Brel e variazioni di tempo per una canzone dolente con dentro parole “come carne cruda”.

Il rimedio, il dottore

Brano iperminimale che descrive l’alienazione dei tempi moderni.


scratch The Surface

“Scratch the Surface” – 2003


Before I close my eyes

Il primo brano registrato in assoluto quando Luftbrucke ancora non esisteva, nemmeno lontanamente.
“un’altra vita.”
Una canzone che era inconsapevolmente una confessione (o un proposito).

January Polaroids

…e questo è il secondo.
Istantanee che volevano scacciare il fantasma di una implosione prossima ventura.

Entrambi i brani rappresentano lo “stile” Luftbrucke prima di Luftbrucke.
Era un periodo di sperimentazione e formazione (ivi compreso il campionamento di batteria rubato a “bullet the blus sky” degli U2).