La recensione di Massimo Sorato

La recensione di Massimo Sorato

Massimo Sorato è una conoscenza recente.
Ingegnere, lavora come Business Unit Manager presso la TMOB srl di Martellago.

Da sempre appassionato di musica ha voluto mettere nero su bianco le sue impressioni sull’album EGO TE ABSOLVO inviandomi un messaggio privato.
Le sue parole mi hanno colpito al punto da chiedere il suo ok per pubblicarle in questo sito.
Eccole:

Ego Te Absolvo, terza fermata del treno Luftbrücke, è un rasoio a due lame: una riflette
la luminosità; l’altra è opaca, assorbe la luce.
C’è prima di tutto la veste scintillante e fluente delle 12 tracce, che sparano sensazioni
dirette, vivibili e visibili. I testi coinvolgono, passioni vengono sviscerate. Si imprimono
nella memoria melodie che richiamano qualcosa di quel mondo elettronico e new wave da
cui l’autore consciamente attinge a piene mani.
La “lama luminosa” del disco entra subito in circolo. Pensatela come volete: potete
apprezzare la luft-capacità di creare riffs killer e scoprirvi a canticchiarne i ritornelli sotto la
doccia, o stabilire a mente fredda che, anche se è materiale originale, non si discosta
troppo dai modelli di riferimento per non identificarli subito.
Pensatela come volete, ma la struttura più profonda della release è più sfuggente.
Assorbe la luce.
Una buona comprensione di Ego richiede ascolti iterati e senza distrazioni. Ci sono
dettagli che di primo acchito sono percepiti a livello inconscio, e si focalizzano solo a costo
di non concentrarsi sul primo piano, sulla luminosità dell’album. Sono dettagli che fanno la
differenza. Rare increspature che sembrano casuali, accessorie, in realtà calibratissime.
Irregolarità repentine nel ritmo a 4/4. Assoli che sembrano di chitarra, ma non lo sono.
Frammenti di testi degli autori preferiti dall’autore.
Le due “lame” non implicano contraddizioni, anzi, direi che bilanciano il risultato. La
luminosità di molte canzoni meriterebbero (meriteranno?) diffusione radiofonica, prima fra
tutte Disorientativamente. Si potrebbe intaccare l’ego dell’autore rinfacciandogli che
proprio la “hit” del cd (tale per parere unanime degli amici) ricorda fin troppo i Depeche
Mode… ci si potrebbe cantare sopra una certa canzone del gruppo inglese, che non dirò.
Però c’è “la parte oscura della luna”, la creatività meno evidente, più difficile da cogliere –
ed evidentemente questo è un desiderio dell’autore.
Non bisogna dimenticare un elemento fondamentale: Luftbrücke è una singola
persona, Elia Mercanzin, autore e arrangiatore omnicomprensivo (salvo puntuali contributi
di amici-collaboratori). E questo è tanto più notevole ascoltando il risultato.
Oltre alla creatività in senso stretto, bisogna aggiungere l’arte del collage, la
manipolazione di materiali esistenti, tema ricorrente nei 3 album. Elia è a modo suo un DJ,
un Moby. Comporre e creare al computer spinge in questo senso, ma il taglia è cuci non è
opera facile. Luftbrücke non ha inibizioni nel manipolare ritmi, riff, interi brani rock-pop-
jazz. E nell’operazione rivela talento. Bastino alcune chicche dell’album: il “funerale” su
giro di tromba alla fine di Niente Di Nuovo. La sovrapposizione della voce di (? Non mi
ricordo il nome della ragazza) con un’orchestra delle strade di Vicenza all’inizio di Yours
Instead Of Mine.
Dal punto di vista dell’arrangiamento, l’autore dimostra di padroneggiare tutti gli
strumenti di un gruppo rock, senza essere virtuoso di nessuno. Ma conosce le sue risorse
e le sa usare. Del resto, chi dice che una buona opera rock va valutata esclusivamente
sulle capacità tecniche? O che bisogna forzare la struttura della canzone per essere lodati
dalla critica? Una canzone, per essere originale, non deve necessariamente stravolgere la
struttura strofa-rifornello, propria del 99% dei brani rock.
Un consiglio? Godetevi lo scintillio delle melodie di Ego, ma non fermatevi alla
superficie, altrimenti non darete pieno merito all’opera. E ascoltate bene i testi, ma a
vostro rischio e pericolo: l’autore ha lasciato il gas acceso!


Che dire? Grazie a Massimo Sorato per l’apprezzamento e la bellissima recensione!