Nessun inutile spargimento di stellette.

Nessuna classifica, nessun spargimento di stellette e voti. Semplicemente una lista di Artisti / Album scoperti/ri-scoperti con piacere nel corso di quest’anno ormai agli sgoccioli, redatta socchiudendo un attimo gli occhi, senza troppe riflessioni.
Una specie di corposo e istintivo post-it virtuale con note a margine. Per ricordarmi dove sono stato.

Bat For Lashes

Creatura musicale della fascinosa Natasha Kahn. Electro-pop d’autore. Estremamente curato in ogni suo minimo dettaglio sonoro, con atmosfere rarefatte, sintetiche ma incredibilmente vive.  Un mix tra Bijork, Kate Bush e Tori Amos. Talmente multidimensionale da perdercisi dentro.

Josè Gonzalez

Svedese dall’anagrafe esotica. Chitarrista acustico, cantante e autore. Sto ancora metabolizzando la sua discografia. Ammaliato dalla tessitura chitarristica essenziale che sorregge atmosfere e melodie fascinose, policrome che ti conquistano alla distanza.

Regina Spektor

Datele un pianoforte e ve lo rivolterà come un calzino! incredibile sfrontatezza e versatilità vocale , sensualità, ironia e poesia. Emozionante.

Midnight Juggernauts

Li inserisco in quest’annata nonostante “Dytsopia”, il loro album (che ho scoperto quest’anno) sia in realtà datato 2008. Trovai il loro nome nella lista dei suggerimenti redatta da John Taylor, bassista dei Duran Duran, ottima garanzia no? In effetti gran bel disco che fonde elettronica e strumenti veri, atmosfere eteree e ammiccamenti dance-floor. Rolling stone ha definito la loro musica come sarebbe stata quella di “David Bowie se la sua trilogia berlinese fosse stata una collaborazione con i Kraftwerk e Faust”. Per chi ama l’electro-pop dal volto semi-umano. Con molto stile.

Minor Majority

Dalla scandinavia sul sentiero tracciato dai Travis, Coldplay, Athlete & Co. e da un certo tipo di cantautorato anglosassone. Nulla di sconvolgentemente nuovo ma piacevolissimo all’ascolto e con alcuni tratti originali e distintivi. La classe non è acqua.

Explosions in the Sky

Mi hanno aperto gli occhi sul post-rock. Suite strumentali rock più rabbiose e spigolose rispetto alla tradizione Mogwai. Giudizio da neofita del genere.

Editors

La voce di Tom Smith varrebbe da sola il prezzo del biglietto. Ma quest’anno il mio plauso questa band di Birmingham se lo merita in toto per “In This Light and On This Evening” ovvero la svolta stilistica verso un dark-electro-pop (primissimi depeche mode per capirsi) che ti riporta dritto ai fasti del genere, ai primi anni 80, periodo peraltro che fece da sfondo alla new wave nel cui alveo, rivisto e corretto per il nuovo millennio, gli Editors si posizionavano a pieno titolo. Fino ad oggi almeno.

Placebo

Una delle mie band preferite. “Battle for the Sun” mi ha riconciliato con il loro stile più sanguigno e diretto, tipico dei primi due album. Non un capolavoro ma sicuramente è stato come ritrovare dei vecchi amici.